Difendersi dai servizi telefonici a pagamento non richiesti

Con l’uso delle SIM per navigare su Internet con cellulari, tablet o anche le semplici chiavette per la navigazione, ci esponiamo al pericolo – tutt’altro che remoto – di attivare servizi a pagamento che gravano in modo consistente sulle spese telefoniche. Soprattutto con cellulari e tablet il pericolo è maggiore perché a volte basta toccare un banner pubblicitario per attivare i servizi. I quali spesso dovrebbero mandare un SMS di conferma di attivazione (ma su chiavette e tablet questi messaggi non compaiono), così senza saperlo ci si ritrova abbonati a servizi che costano anche più di 2 Euro a settimana o al giorno.

E’ buona norma quando si utilizza una  SIM di navigazione chiedere la disattivazione di tutti i servizi a valore aggiunto (così si chiamano legalmente queste truffe!).

In questo link di Altroconsumo sono spiegate le procedure da seguire con i diversi fornitori di servizio per attivare questa protezione.

Buona e tranquilla navigazione.

Yosemite si o no?

Si avvicina il momento del rilascio del nuovo sistema operativo Mac OS El Capitan (OSX 10.11), ma molti dei nostri clienti ancora non hanno scaricato/installato Yosemite (OSX 10.10) e mi chiedono se è il caso di farlo oppure no.

Personalmente non sono mai stato un fanatico degli aggiornamenti del sistema: se le nuove funzioni non sono così importanti spesso i problemi da affrontare (soprattutto all’inizio, quando l’aggiornamento è ancora “acerbo” e con bug) superano i benefici: programmi non compatibili, periferiche con driver non aggiornati e simili possono creare disservizi spesso insormontabili finché il produttore non rilascia un aggiornamento. Yosemite non è un’eccezione (sono in molti che lamentano instabilità nelle connessione wireless e hanno problemi con il programma Mail, tanto per citare i due problemi maggiori segnalati dai miei clienti), tuttavia il consiglio che mi sento di dare è quello di scaricare il programma ma non installarlo. Il perché è legato alla politica di Apple con i sistemi operativi dalla versione 10.8 in poi, da quando cioè Mac OSX non viene più fornito su supporto fisico e deve essere scaricato da Internet. Dato che il download del sistema passa dal negozio Mac App Store, l’operazione può essere fatta solo fin quando il software è disponibile; ma Apple, al rilascio di un nuovo sistema operativo, rimuove dal negozio la versione precedente e permette il download solo dell’ultima versione. Pertanto se in un futuro voi voleste scaricare Yosemite per installarlo, potrete farlo finché non viene rilasciata una nuova versione OPPURE se lo avete acquistato.

Spiego meglio quest’ultimo concetto. Tutti i software che vengono scaricati da Mac App Store, che siano a pagamento o gratuiti non importa, sono considerati da Apple come acquisti (e infatti per farlo è necessario utilizzare il proprio ID Apple). E tutti gli acquisti fatti da un ID Apple sono sempre disponibili per successivi download anche quando vengono rimossi dallo store (come nel caso dei sistemi operativi superati da release più recenti). Quindi se procedete con l’acquisto di Yosemite (ma questo varrà anche per le future release), anche se non lo installate subito potrete sempre riscaricarlo in futuro quando vi servirà (i software che avete compaiono in Mac App Store sotto la voce “Acquistati”).

Una volta che lo avete acquistato, vi verrà scaricato il file (circa 5GB). Terminato il download bloccate l’installazione se non la volete fare. Ripeto che se anche non viene installato, il software risulterà ugualmente acquistato dall’ID Apple che ha fatto il download e quindi potrà essere riscaricato in futuro.

Infine, se non volete occupare inutilmente spazio sul disco, consiglio di cancellare quanto avete scaricato andando nella cartella Applicazioni e buttando nel cestino il file Installazione di OS X Yosemite (che sono circa 5GB di codice).

Programma di assistenza straordinario per portatili Apple

Alcuni (tanti) portatili Apple venduti fra febbraio 2011 e dicembre 2013 hanno avuto problemi, soprattutto con la scheda video. Finché il problema si è manifestato mentre la macchina era ancora coperta dalla garanzia, non ci sono stati problemi. Però alcuni (tanti) possessori di quei computer hanno dovuto pagare la riparazione.

Apple ha finalmente ammesso la presenza di alcuni componenti difettosi (forse impaurita da una class action che si stava per scatenare negli Stati Uniti) e ha indetto un programma di assistenza straordinario per provvedere alla riparazione in modo gratuito su quelle macchine che presentano il problema e, più importante, fornire il rimborso a chi ha pagato tale riparazione.

Per verificare se la propria macchina rientra tra quelle considerate difettose da Apple, occorre andare a questo link e seguire le istruzioni e le procedure di verifica.

Flash addio?

Circa 8 anni fa, con la nascita di iPhone ma soprattutto di iOS, nacque una prima gigantesca discussione tecnica riguardo Adobe Flash. Da una parte Steve Jobs, dall’altra l’intera comunità di Internet. Mi ricordo che a suo tempo lessi la lettera di Steve che argomentava, punto per punto, perché per lui Flash era finito. In sintesi questa la sua visione:

– Insicuro (e la storia recente dimostra che era vero, questo il link a Repubbica che spiega bene questo argomento).

– Non standard rispetto alle nuove tecnologie che stavano arrivando e che erano “free” e più moderne, come l’HTML5.

– La stragrande maggioranza delle interfacce dei siti erano da riprogettare (in effetti col tempo su tutti i dispositivi mobili si è imposta un’interfaccia Touch, per cui i siti pensati con animazioni legate al passaggio del cursore perdono la loro potenzialità se viste con uno smartphone e devono essere riprogettati).

– Troppo esigente di risorse e potenza (e in effetti Flash per dispositivi mobili non è mai uscito dalla versione di Beta, neanche su Android, e anche loro alla fine hanno scelto di abbandonarlo).

– Mulipiattaforma inutile (questa opinione era ovviamente pro Apple: se l’applicazione deve essere multipiattaforma significa che le migliorie di un dispositivo non possono essere sfruttate perché non presenti negli altri dispositivi, quindi per Steve se iPad implementa un processore che ha una nuova funzione, Flash non ne può usufruire perché per essere multipiattaforma non può incorporare istruzioni non standard).

Con diversi anni di anticipo, Steve Jobs ci aveva visto bene (ma la vignetta qui sotto è sempre stata più che apprezzata dal sottoscritto!).

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Occhio alle truffe 2

Continuano le segnalazioni di malaware per Mac. In effetti, sfruttare l’ingenuità degli utenti – e le loro fobie – è semplice e non richiede particolari conoscenze tecniche; adesso vanno di moda i “rapimenti” dei dati. Questo ottimo articolo di Macity spiega come difendersi e prevenire questi casi. Un obbligo leggerlo e prenderne visione.
Buona lettura.